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MIRABILIA GRAPHICA

La mostra è dedicata a un’opera originalissima, un calligramma che sfrutta le proprietà del microscopio per consentire di leggere un testo quasi invisibile e illeggibile a occhio nudo. La scrittura compone una Madonna col Bambino derivata da un dipinto di Pietro da Cortona oggi al Louvre, Santa Martina con la Vergine e il Bambino (1643). L’autore è Francesco Ignazio Muligino, un calligrafo attivo tra la Francia e l’Italia alla fine del XVII secolo, che seppe sfruttare la scienza ottica a sostegno della propria arte.

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1925-2025: Cento anni di storia della scienza a Firenze

Le rare edizioni di volumi in mostra offrono ai visitatori l’opportunità unica di ammirare capolavori abitualmente non visibili. A fare da cornice, una mostra fotografica documenta i momenti più significativi che hanno scandito i cento anni di vita dell’Istituto di Storia della Scienza. Dal racconto emerge come Firenze – per storia e patrimonio di testi e strumenti scientifici – fosse il luogo ideale per la nascita di questa istituzione, che ha dato vita a un modello praticamente unico nel panorama dei musei italiani.

Pompeii. Cité immortelle

L’esposizione, frutto della collaborazione del Museo Galileo con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, racconta lo straordinario livello delle conoscenze naturalistiche, scientifiche e tecniche raggiunto a Pompei e nel mondo romano alla vigilia dell’eruzione del 79 d.C.

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Firenze e l’America. Per i 500 anni del viaggio di Giovanni da Verrazzano

La mostra illustra il contributo di Amerigo Vespucci e Giovanni da Verrazzano alla scoperta del continente americano e alla sua denominazione.

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Circinus

La mostra presenta oltre 100 strumenti originali, provenienti dall’Arithmeum di Bonn, dall’Hessen Kassel Heritage, dalla Collezione Rocca di Bonn e dalla Collezione Delalande di Parigi, oltre che dal Museo Galileo stesso, affiancati da volumi originali e in facsimile e da ricostruzioni di compassi di proporzione, tra i quali alcuni ideati da Leonardo da Vinci.

Pompeii: The Immortal City

L’esposizione, frutto della collaborazione del Museo Galileo con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, racconta lo straordinario livello delle conoscenze naturalistiche, scientifiche e tecniche raggiunto a Pompei e nel mondo romano alla vigilia dell’eruzione del 79 d.C.

Donne del cielo

La mostra propone per la prima volta in Italia un percorso incentrato sul ruolo delle donne nella ricerca astronomica e sulle immagini femminili che ricorrono con maggior frequenza nelle rappresentazioni del cosmo dal Rinascimento al primo Novecento.

La Colonna Traiana

Il nucleo di questo percorso espositivo è costituito dalla mostra “L’arte di costruire un capolavoro: la Colonna Traiana”, ideata dal Museo Galileo e realizzata in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi nel 2019 (Firenze, Limonaia del Giardino di Boboli), arricchita di nuovi materiali e nuovi contenuti multimediali.

Splendori celesti

La mostra costituisce una delle principali iniziative realizzate per celebrare i 400 anni dalla pubblicazione del Saggiatore di Galileo Galilei, il libro che ha posto i fondamenti del moderno concetto di scienza basato sull’osservazione e sulla sperimentazione.

Citta del sole

La mostra è organizzata dal Museo Galileo in collaborazione con le Gallerie Nazionali di Arte Antica, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e il Centro di Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma, e si avvale del patrocinio dell'Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e del Comitato Nazionale per le celebrazioni del IV centenario dell’elezione di papa Urbano VIII.

Ore italiane

I collezionisti hanno sempre avuto un ruolo decisivo nel creare le raccolte museali. La mostra Ore italiane, curata da Antonio Lenner e Giorgio Strano, sottolinea questo dato di fatto, spesso sottovalutato, presentando al pubblico una selezione di orologi italiani rintracciati, conservati e studiati da Gian Carlo Del Vecchio (1918-2016). In sessant’anni di ininterrotta attività, questo grande collezionista ha costituito una raccolta specialistica che nulla ha da invidiare a quelle analoghe dei maggiori musei del mondo.

Standby. Installation view

L’intervento di Chiara Bettazzi è il risultato di lungo periodo di ricerca e di contatto con i depositi delle due istituzioni culturali, diventati materia e suggestione per l’opera dell’artista: si apre così un dialogo articolato su differenti livelli di memoria, tra l’immaginario artistico di Chiara Bettazzi e lo spirito che anima la conservazione istituzionale degli oggetti storici e scientifici, risemantizzati in una nuova geografia della visione.

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