Come rendere il patrimonio culturale più accessibile attraverso le tecnologie digitali, conciliando condivisione della conoscenza, tutela dei beni e sostenibilità economica delle istituzioni? A questi interrogativi è dedicata la mattinata di studi su La digitalizzazione del patrimonio culturale, che si terrà lunedì 2 novembre 2026, dalle ore 10:30 alle 13:00, al Museo Galileo.
L’incontro si inserisce nel progetto SIDEREUS - Per una digitalizzazione integrata e lo sviluppo di realtà virtuali al servizio del patrimonio culturale condiviso, promosso dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Siena, con la responsabilità scientifica di Annalisa Gualdani e il sostegno della Regione Toscana nell’ambito del PR FSE+ 2021-2027. Il progetto biennale, avviato nel maggio 2025, coinvolge il Museo Galileo, Secursat e la Fraternita dei Laici di Arezzo e approfondisce le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale e dalla realtà virtuale, insieme alle questioni giuridiche connesse alla digitalizzazione del patrimonio culturale.
La mattinata di studi sarà un’occasione per presentare i risultati delle ricerche dei Dottori di ricerca Costantino Luchetti, Alessandra Mattoscio e Sonia Tognazzi: dalla riproduzione e dal riuso delle immagini dei beni culturali al rapporto tra accessibilità e sostenibilità economica dei musei, fino all’impiego dei dati digitali nella prevenzione e nell’accertamento dei reati contro il patrimonio culturale.
Introdotto e concluso dalla Professoressa Annalisa Gualdani, l’incontro vedrà gli interventi di Federico Caporale sull’uso delle immagini dei beni culturali da parte dei privati, Roberto Ferrari sull’economicità delle istituzioni culturali e Giorgio Van Straten sulla “seconda vita” dei beni attraverso le riproduzioni fotografiche. Antonio Tarasco, Direttore generale Archivi e Direttore ad interim della Reggia di Caserta, affronterà il tema “L’impronta digitale del patrimonio culturale: gestione redditiva e responsabilità amministrativa”. Daniele Parbuono e Sara Alimenti porteranno l’esperienza del Centro di ricerca CeDiPa, illustrando prospettive e criticità della trasformazione digitale dei patrimoni.
Il confronto tra ricerca universitaria ed esperienze delle istituzioni culturali contribuirà a delineare criteri e strumenti per una gestione del patrimonio digitale capace di favorirne la conoscenza, la tutela e la fruizione collettiva.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
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